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DoposcuolaOrdinato

Chi scrive e chi risponde

Jimenez Julien, l'autore di DoposcuolaOrdinato

Ho passato molti pomeriggi seduto nella sala d'attesa di centri di doposcuola, ad ascoltare chi risponde al telefono mentre tre ragazzi aspettano l'aula e una mamma chiede quante ore restano del pacchetto di ottobre. Costruisco strumenti per chi insegna fuori dall'orario scolastico perché qui un errore non è una seccatura: è un'ora regalata, una famiglia che se ne va a metà anno e un collaboratore pagato male.

Ritratto fotografico di Jimenez Julien, autore e fondatore di DoposcuolaOrdinato

Jimenez Julien

Fondatore di MLJ, autore di DoposcuolaOrdinato

Progetto software gestionale per organizzazioni piccole e progetto DoposcuolaOrdinato insieme a chi tiene davvero il registro delle ore. Scrivo io tutti gli articoli di questo blog e rispondo io alle richieste che arrivano dal modulo di contatto.

Chi sono e di che cosa mi occupo

Mi chiamo Jimenez Julien e costruisco strumenti gestionali per realtà piccole: quelle in cui la persona che accoglie le famiglie è la stessa che prepara le ricevute, aggiorna il calendario e la sera controlla se il pacchetto di un ragazzo è finito. Lavoro con MLJ, la società che pubblica questo sito e che si occupa dello sviluppo, dell'assistenza e della manutenzione di DoposcuolaOrdinato.

Non vengo dal mondo dell'editoria scolastica e non vendo metodi di studio. Il mio mestiere è un altro: tradurre un'organizzazione che funziona a memoria e a foglietti in un registro che regge anche quando la persona che sa tutto è a casa con l'influenza. Nel doposcuola questa traduzione è più delicata che altrove, perché i dati riguardano minori, i pagamenti arrivano a rate e le ore si consumano una alla volta.

Scrivo personalmente ogni articolo di questo blog, rispondo io alle richieste che arrivano dal modulo di contatto e conduco io le dimostrazioni. Non c'è un ufficio commerciale dietro: c'è una persona sola che preferisce dire "questo pezzo non c'è ancora" piuttosto che promettere una funzione che non esiste.

Perché proprio il doposcuola e le ripetizioni

DoposcuolaOrdinato nasce da conversazioni concrete, non da un'analisi di mercato. La scena si ripete quasi identica ovunque: un quaderno ad anelli con il calendario del pomeriggio, un foglio di calcolo con i pacchetti, una chat di gruppo con i collaboratori, i messaggi personali con le famiglie e, a marzo, nessuno che sappia dire con certezza quante ore restino a un ragazzo iscritto a ottobre.

In un centro di doposcuola l'errore non resta un problema amministrativo. Un'ora contata due volte diventa una discussione con un genitore. Un'ora dimenticata diventa un'ora regalata, cioè un compenso pagato al tutor e mai incassato. Un recupero promesso a voce e mai messo a calendario diventa una famiglia che a giugno si sente presa in giro. Chi lavora nel pomeriggio scolastico ha margini stretti e stagioni fortissime: settembre riempie, gennaio corregge, giugno chiude. Uno strumento pensato per un'azienda con un ufficio amministrativo qui non serve a niente.

Ho scelto questo settore perché la distanza tra il lavoro didattico e il lavoro di segreteria è enorme, e nessuno dei due può sparire. Le persone che stanno in aula vogliono tornare a stare in aula. Il mio compito è togliere loro dalle mani il conteggio delle ore, la rincorsa dei rinnovi e la caccia agli insoluti, senza chiedere in cambio settimane di configurazione.

Come lavoro

Ogni funzione di DoposcuolaOrdinato è stata chiesta da qualcuno che tiene un registro delle ore per mestiere. Il metodo è sempre lo stesso e non è particolarmente originale: guardo come si svolge un martedì pomeriggio reale, prendo nota di ogni punto in cui l'informazione passa da una testa a un foglio, e provo a togliere un passaggio alla volta.

  • Parto dal calendario vero del centro, con le sue aule, i suoi gruppi di compiti e le sue lezioni individuali, non da un modello astratto.
  • Chiedo di vedere i documenti che circolano davvero: modulo di iscrizione, regolamento, ricevute, prospetto dei compensi dei collaboratori.
  • Preferisco una funzione in meno che una funzione ambigua: se il saldo delle ore residue può essere letto in due modi diversi, il problema è mio, non di chi lo legge.
  • Prima di aggiungere qualcosa, verifico che non esista già un modo per farla. Le schermate che nessuno apre sono peso morto.
  • Le richieste che ricevo dal modulo di contatto finiscono in un elenco che consulto ogni volta che decido su cosa lavorare nelle settimane successive.

Non lavoro con obiettivi di crescita fissati da qualcun altro e non ho investitori a cui mostrare curve. Questo mi permette di dire di no a funzioni vistose e di dire di sì a dettagli noiosi ma decisivi, come una ricevuta numerata correttamente o un promemoria che parte il giorno prima e non la mattina stessa.

Come verifico quello che pubblico

Gli articoli di questo blog toccano spesso questioni fiscali, amministrative e scolastiche. Su questi temi applico regole rigide, perché un'informazione sbagliata pubblicata da chi vende software fa danni reali a chi la legge di corsa.

  1. Cito soltanto fonti primarie e pubbliche: testi di legge, decreti, prassi dell'Agenzia delle Entrate, indicazioni del Ministero dell'istruzione e del merito, provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali, testo del Regolamento UE 2016/679.
  2. Descrivo il meccanismo, non il numero. Se una soglia, un'aliquota o un importo di bollo può cambiare con una legge di bilancio, spiego come funziona la regola e invito a verificare il valore aggiornato alla fonte, invece di lasciare in pagina una cifra destinata a invecchiare male.
  3. Non pubblico statistiche, percentuali di successo o numeri di clienti: se un dato non è verificabile da chi legge, non entra nell'articolo.
  4. Distinguo sempre l'obbligo dalla buona pratica. Quando una cosa è consigliata e non imposta, lo scrivo con parole esplicite.
  5. Ricordo il confine del mio ruolo: questo blog non sostituisce il parere di un commercialista, di un consulente del lavoro o di un legale, e lo dico apertamente ogni volta che il tema lo richiede.
  6. Quando una norma cambia, correggo l'articolo e ne aggiorno la data di revisione. Se trovate un passaggio impreciso, scrivetemi: la correzione arriva prima della discussione.

La parte pratica, invece, la verifico in modo diverso: la confronto con chi tiene aperto un centro. Se una procedura descritta qui non è sostenibile un martedì di novembre alle sei di sera, con la segreteria al telefono e due ragazzi che aspettano, allora non è una buona procedura e va riscritta.

Dove trovarmi

Questi sono i cinque profili in cui pubblico e in cui è possibile verificare chi sono. Sono gli stessi indicati nei dati strutturati di questa pagina.

Scriviamoci

Se gestite un centro di doposcuola, una scuola di ripetizioni o seguite ragazzi come tutor privato, il modo più utile per iniziare è raccontarmi il vostro pomeriggio: quanti ragazzi seguite, quante aule avete, se lavorate a pacchetti di ore o a quota mensile e chi tiene oggi il conto delle disdette. Rispondo io, con una dimostrazione costruita sul vostro calendario e non su un centro inventato.

Scrivetemi dal modulo di contatto

Preferite la posta elettronica diretta? L'indirizzo è jimenezjulien42@gmail.com. Le richieste vengono lette da me e non finiscono in un centralino.

Tutto quello che ho scritto qui

I nove articoli del blog di DoposcuolaOrdinato

Nove approfondimenti sul lavoro di segreteria e di aula di un centro di doposcuola, dalla gestione dei pacchetti di ore alle regole della ricevuta, dal prezzo di un'ora di ripetizioni al vocabolario condiviso fra chi insegna e chi tiene i conti.

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